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Oriolo: La Storia

Oriolo: Una Storia Millenaria

Oriolo (Κάστρον Ορζουλόν in greco bizantino) è un comune calabrese di 2232 abitanti, situato nella provincia di Cosenza. Nato come fortezza a difesa dei cittadini dalle incursioni saracene, Oriolo si erge su uno sperone a circa 500 metri d’altezza e conserva uno splendido borgo medievale con facciate di palazzi nobiliari e un castello aragonese. Fu feudo dei Sanseverino e poi dei marchesi Pignone del Carretto. Dopo il secondo dopoguerra, la popolazione è diminuita da circa 5000 a 2600 abitanti. Dal 2016, Oriolo è parte del club de “I borghi più belli d’Italia”.

Dall’Età Antica all’Alto Medioevo

Oriolo ha radici antiche. Strabone menziona il fiume Siri nella guerra dei Tarantini contro Alessandro il Molosso. Il “kastron” di Oriolo si trovava all’incrocio di importanti vie di comunicazione. La città fortificata fu costruita per difendersi dalle invasioni saracene, come quella di Abbas Ibn Fadhl, sconfitto da Ludovico II e Niceforo Foca, e quella feroce di Ibrahim Ibn Ahmed.

Il Periodo Bizantino

Durante l’era bizantina, Oriolo si consolidò con una nuova organizzazione sociale, economica e monastica, diventando un importante centro di insediamenti e città fortificate. Atti notarili dal 1139 parlano chiaramente del “kastron” di Oriolo. Nel 1117, Mabilia, contessa di Oriolo, donò la chiesa di S. Pietro di Bragalla al monastero della SS. Trinità di Cava.

Il Basso Medioevo

Nel Mille, Oriolo era già una “civitas” e sede notarile. Nel 1068, Papa Alessandro II confermava l’importanza di Oriolo tra le città della sede metropolitana. Nel 1129, Oriolo fu assediata e presa da re Ruggero. Federico II di Svevia donò una foresta nel territorio di Oriolo ai Cistercensi nel 1221. Ruggero De Amicis, feudatario di Oriolo, partecipò alla congiura contro Federico II, ma suo figlio Corrado fu reintegrato nella baronia.

I Sanseverino

Nel 1403, Oriolo passò ai Sanseverino, principi di Salerno. Oriolo subì vari assedi e distruzioni, ma nel 1461 Ferdinando I d’Aragona restituì i beni ai Sanseverino. Durante la guerra tra Carlo V e Francesco I, Oriolo fu assediata per 25 giorni dalle truppe francesi.

I Pignone del Carretto

Nel 1553, Carlo V vendette il feudo di Oriolo a Marcello Pignone. Con il matrimonio tra Aurelio Leone e Costanza di Sangro del Carretto, i Pignone diventarono Pignone del Carretto. Durante la rivoluzione di Masaniello nel 1647, i rivoltosi oriolesi saccheggiarono il castello. Nel 1693, Oriolo resistette a un terremoto.

L’Ottocento

Giuseppe Pignone del Carretto, marchese di Oriolo, fu sindaco di Napoli nel 1857. Nel 1860, durante l’ingresso di Garibaldi a Napoli, Pignone gestì la transizione tra il vecchio ordine e il nuovo. Dopo aver rassegnato le dimissioni, Garibaldi gli indirizzò una lettera di gratitudine. Il marchese morì a Portici nel 1894.

Il Novecento

Nel 1931, Oriolo raggiunse i 5000 abitanti, diventando il centro più popolato dell’Alto Jonio. Nonostante la diminuzione della popolazione a circa 2700 abitanti, Oriolo mantiene una vocazione turistica grazie al Teatro all’aperto “La Portella”, che attira spettatori da tutta la Calabria e oltre.